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Futurismo: l’arte come ribellione di DANILO BOGONI Una corrente artistico e culturale che inneggiava al dinamismo, al coraggio, all’energia contro l’immobilismo letterario del tempo. Il tutto racchiuso nel Manifesto redatto da Marinetti nel 1909. Oltre al poeta, esponenti di spicco furono Boccioni, Carrà, Soffici, Severini e Balla. Si devono a quest’ultimo, tra l’altro, i primi francobolli “futuristi” – tre dei sei valori della serie del 1923 per l’avvento del Fascismo – ma anche quell’arte postale portata avanti con grande convinzione. Della quale però manca qualsiasi riferimento nell’estroso foglietto sammarinese del 20 febbraio. In attesa dell’emissione tricolore...
D’altronde l’Italia, per celebrazioni del passato, ha già attinto spesso ad opere futuriste
Auguri, maître Erni! di NOÈ CASTAGNARO Ultimi di una lunga serie, i due francobolli emessi dalla Svizzera il 5 marzo mettono in risalto ancora una volta la grande vena artistica di Hans Erni, non a caso soprannominato il Picasso elvetico. Eppure, all’inizio della sua carriera non ebbe molta fortuna, costretto anche ad emigrare all’estero. Oggi, invece, l’artista svizzero ha creato un proprio museo, inserito nel complesso del Museo dei trasporti di Lucerna. Autore per la Svizzera e altri paesi di molti francobolli – il primo nel 1949 – Erni firmò anche la copertina di “Cronaca Filatelica” di gennaio 1986
Momenti di gloria per i piccioni di DOMENICO SABBIONI Il primo uso di colombi come “postini” coincide con l’utilizzo dei Ballons montés, durante l’assedio di Parigi. I volatili, in quell’occasione, trasportarono messaggi contenuti in microfilm, per l’epoca una tecnologia d’assoluta avanguardia. Ma è nel 1897 ad Auckland che, per opera di Walter Fricker, nacque il primo servizio di comunicazioni via piccione, la Great Barrier island pigeon post. L’utilizzo dei colombi per il trasporto di corrispondenza cessò nel 1908 con l’arrivo del telegrafo ma negli ultimi cinquant’anni sono stati riadoperati di tanto in tanto per dispacci postali speciali. E non mancano episodi come quello del 1983 quando, all’ospedale di Bagno a Ripoli, i colombi furono addestrati per trasportare flaconi di analisi cliniche |
Toh, chi si rivede, la Consulta! Eravamo rimasti a quella riunione del 17 dicembre presieduta da Gentiloni, dove s’era discusso su miglioramenti e aggiustamenti da apportare alla stesura dei calendari. Poi, dopo il cambio di Governo, non si è più saputo niente. Tanto che il 2009 era partito con un programma fin troppo striminzito – si fa per dire – rispetto al passato. Ma ci ha pensato il Ministro Scajola, proponendo un’integrazione di ben 35 voci! Che non sono poche, soprattutto se si considera che per “Italia 2009” sono previste un bel po’ di emissioni e per la nuova serie d’uso corrente una decina di francobolli. In definitiva, dopo più di un anno sembra essere cambiato poco o niente
Dante e la Commedia testimonial di “Italia ‘09” di DANILO BOGONI Il progetto, che coinvolge i servizi postali del tricamere – Italia, San Marino e Vaticano – è inteso come tappa di avvicinamento al Festival internazionale che si terrà ad ottobre. L’idea dell’emissione definita “Giornata dell’Italia” – non si sa ancora se sarà congiunta o comune – è scaturita dall’intento di celebrare la lingua italiana. Già in passato Dante e la sua Commedia erano stati soggetto di emissioni Sul fronte novità, con le recenti “integrazioni” della Consulta, il calendario italiano si fa sempre più fitto. E, mentre il Titano è già a pieno ritmo – sono annunciate ad aprile quattro emissioni – arrivano lievi segnali di risveglio dallo Smom... |