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Posta: cinquant’anni fa il salto di qualità La Mostra della meccanizzazione postale che si svolse a Roma dal 29 ottobre all’11 novembre 1956 fu l’evento dal quale idealmente prese le mosse un processo di snellimento del sistema postale. Oggi, a distanza di 50 anni dalla Conferenza dell’Eur, la tecnologia ha preso il sopravvento (Poste Italiane ha allestito un Centro di monitoraggio per controllare tutta la rete postale) e tutto è volto all’ottimizzazione dei tempi e dei costi e a facilitare le varie operazioni. In un’ottica di praticità, ad esempio, per l’affrancatura si usano più macchine che francobolli. Poste Italiane, dopo l’insuccesso di PosteBollo, ha in programma per il 2007 l’attivazione di un nuovo software che rende possibile al cliente inviare la corrispondenza da casa. Ma c’è sempre chi è più avanti di noi. In Gran Bretagna, patria del francobollo e, pare, anche del primo distributore di francobolli, sono da poco usciti i francobolli “large”, destinati ad affrancare plichi voluminosi
I numeri uno di Helsinki, ovvero il fascino discreto della rarità In ricordo del 5 e del 10 copechi del 1856 le Poste finlandesi hanno finora emesso sei cartoline commemorative ed un foglietto. Quest’ultimo, che raffigura l’“uovo invernale” di Fabergé, è già molto richiesto per via dell’impiego, nella stampa, di metalli preziosi; un secondo foglietto, contenente 3 valori da 65c, è in uscita il 27 ottobre Di per sé non troppo affascinanti i numeri uno finlandesi sono però piuttosto rari. Pregiate sono soprattutto le varianti, causate dalla produzione piuttosto artigianale, chee riguardano la carta o la stampa. Particolarmente richiesti i multipli (coppie o quartine) tête-bêche. Molto ricercate dai collezionisti anche le lettere viaggiate: la più famosa è senz’altro quella diretta a Lubecca e affrancata con quattro coppie del 5 copechi, ma di gran pregio è anche quella impostata a Wasa nel 1858 e diretta a Jacobstad, affrancata con una striscia di cinque ed un esemplare singolo del 5 copechi “piccole perle”
Stampa cattolica: un’emissione fuori dal comune Prima di una lunga sequenza di francobolli sampietrini firmati da Corrado Mezzana, la serie vide la luce il 20 giugno 1936. Stampati in fogli di 50 esemplari, su carta non filigranata, i francobolli presentano perforazione con passo 14. Molto ricercati gli 8 valori, già al momento dell’apertura dell’Esposizione, fecero registrare la vendita di un milione e mezzo di esemplari; 677.117 solo quelli con l’effigie di San Francesco di Sales e di San Giovanni Bosco. Un discorso interessante è quello che concerne gli usi tariffari scaturiti nel corso degli 83 mesi in cui gli otto valori rimasero in servizio. L’Esposizione vaticana del ’36 vanta anche un’altra primizia: l’impiego dei primi annulli speciali vaticani. Due, entrambi a cartella, il cui impiego – secondo alcune fonti – sarebbe iniziato il 14 settembre 1935 |
Tonga: “le isole dell’amicizia” L’arcipelago nel sud del Pacifico fu scoperto ufficialmente nel 1773 da James Cook, che venne accolto come un dio. Il primo contatto risale in realtà al 1643, quando Abel Tasman aveva interpretato male l’offerta di cibo e acqua dei tongani rispondendo con le cannonate. Ma gli eventi che hanno segnato la storia di Tonga sono l’ammutinamento del Bounty nel 1789 e, soprattutto, l’arrivo dei missionari nel 1787 È dal 1886 che Tonga produce carte valori proprie, ma è dal 1963 che è balzata alla ribalta, durante il regno di Taufa’ahau Tupou IV, morto l’11 settembre, che fece stravolgere il formato tradizionale del francobollo (che va da quello rotondo a quello, più recente, a banana) Sempre all’arcipelago di Tonga riconduce, poi, la geniale invenzione della “posta in lattina”, un servizio postale che si rese necessario sull’isola di Niuafo’ou, priva di porti. Il sistema, escogitato nel 1882 dal mercante William Travers, evitava, tramite l’utilizzazione di scatole di latta da parte dei nuotatori che traghettavano la posta, che questa si bagnasse. Diventata famosissima, la Tin can mail è stata più volte celebrata in francobolli. Molto ricercate sono le lettere in arrivo sull’isola
C’è il Laocoonte all’origine dei Musei vaticani Rinvenuto cinquecento anni fa sul Colle Oppio a Roma, il celebre gruppo scultoreo fu collocato da Papa Giulio II nel palazzetto del Belvedere. Costituendo così, insieme ad altre statue, quel Cortile delle Statue che avrebbe rappresentato il nucleo originario dei Musei vaticani. Per festeggiare la ricorrenza il Vaticano ha riprodotto in foglietto e su tre valori il gruppo marmoreo. Nella stessa data, il 12 ottobre, sono uscite le ultime serie del 2006. Una novità è da registrare nella celebrazione del Natale: sono state usate non più vetrate di Hajnal, bensì di Consadori Intanto, al di qua del Tevere, preso atto dell’eccessivo ritardo con cui è uscito il francobollo Italia campione del mondo, il 6 ottobre Romafil ha tenuto a battesimo la Giornata della filatelia e il Gioco del lotto, mentre il ricordo dei caduti di Nassirija dovrebbe uscire il 12 novembre Sul Titano, infine, il 12 ottobre è stata inserita in programma una cartolina per l’inaugurazione della nuova sede dell’Ambasciata italiana a San Marino, mentre il 13 novembre uscirà l’ultima tranche di emissioni annuali. Da quest’ultima sono state eliminate i Grandi utenti e la Mostra di Pechino. Aggiornati invece i valori nominali della serie Artisti |