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Integrazione: l’Europa si interroga La costruzione della casa comune europea è stata accompagnata e fissata nella storia da significative emissioni filateliche. Anche se la prima di una lunga serie di coppiole recanti la scritta Cept risale al 19 settembre 1960, i primi “francobolli della Comunità Europea”, firmati dal francese Daniel Gonzague, videro la luce il 15 settembre di mezzo secolo fa. L’idea era scaturita da una riunione a Bruxelles nel 1955 in seno alla Conferenza della Ceca che aveva deciso la creazione di un organismo postale tra i sei Paesi membri allo scopo di unificare e snellire i servizi in ambito europeo. Negli anni il giro Europa (Mec, Cept e PostEurop) ha conosciuto momenti di grande popolarità, ha poi subito gli effetti negativi di spregiudicate manovre speculative, ma oggi è e resta interessante
Le cartevalori? Una fucina di “buoni” propositi Il giro PostEurop 2006, dedicato all’integrazione vista dai giovani, è forse l’ultimo esempio di un impiego positivo del messaggio postal-filatelico. Molto spesso il francobollo inneggia alla pace, alla concordia, alla prosperità, alla collaborazione internazionale, allo sviluppo economico e sociale. Fino a rasentare la retorica bella e buona. Il boom del fenomeno è individuabile tra il secondo dopoguerra e la fine degli anni Sessanta, quando cioè si acuisce il contrasto Est-Ovest: ogni contendente propone, anche attraverso lettere e cartoline, la propria visione del mondo. E intanto numerosi nuovi Paesi si affacciano nell’arengo internazionale e cercano una propria legittimità, spesso ancora non riconosciuta dalle vecchie potenze coloniali…
Alla riscoperta della Crna Gora Il Paese balcanico, che fu l’ultimo in Europa a dotarsi, nel XIX secolo, di francobolli, ritorna ora, a seguito dell’indipendenza dalla Serbia sancita dal referendum dello scorso mese di maggio, ad emettere valori suoi propri in euro. Una scelta unilaterale, questa della valuta, che la Bce giudica azzardata e rischiosa |
San Marino: è Antonio Onofri il “Padre della Patria” Fronteggiando con grande sagacia gli importanti eventi che, tra Settecento e Ottocento, interessarono gran parte degli stati europei, contribuì a mantenere l’autonomia della piccola Repubblica, ed anzi rafforzandola attraverso un’opera diplomatica in seno alle grandi potenze europee: è questo il principale motivo per il quale Antonio Onofri è considerato il Padre della Patria dai sammarinesi. Nel 1926, il 29 luglio, con un anno di ritardo sulla data anniversaria, San Marino emise – praticamente a celebrazioni concluse, ma alla vigilia di un evento importante quale l’attivazione del servizio dei portalettere – una serie a ricordo dei cent’anni della morte, destinata esclusivamente all’uso interno. Nel 1927 i due più alti valori vennero soprastampati con nuovi nominali estendendone l’uso anche all’estero: una soprastampa, questa, su cui si estese l’ombra della speculazione. Dieci anni dopo, infine, i resti dei tagli da 45 e 60 centesimi vennero soprastampati con valore da 80 centesimi
Inizio in salita per il nuovo Ministro Gentiloni Paolo Gentiloni non ha avuto neanche il tempo di insediarsi che subito si è trovato ad affrontare scottanti problematiche. Prima fra tutte la rivoluzione del sistema tariffario con l’eliminazione della posta ordinaria e, di conseguenza, la conversione di tutta la posta in prioritaria. Il decreto, voluto dall’uscente ministro Landolfi su imbeccata di Poste Italiane, è arrivato il 12 maggio, ad urne già chiuse. Numerose e vibranti le proteste; il Codacons è giunto a chiedere al Tar la sospensione del provvedimento. Altra questione, ma sicuramente di minor rilievo, è quella riguardante il francobollo per la Juventus scudettata. Al nuovo Ministro si chiede, più in generale, un’inversione di tendenza rispetto ai predecessori sulla gestione della filatelia, e non mancano suggerimenti e proposte autorevoli come quella che Enrico Veschi ha affidato a CF per la sua diffusione.
Una svolta per rivalutare la filatelia italiana L’idea? Una società a capitale misto – ministero delle Comunicazioni, Poste Italiane, Privati – per gestire la filatelia curando la vendita dei francobolli e dei prodotti filatelici, l’edizione di pubblicazioni attinenti con il settore, l’organizzazione di mostre e convegni filatelici. A Poste Italiane rimarrebbe la produzione dei francobolli e la loro distribuzione agli uffici per gli usi postali; al Ministero l’approvazione dei programmi |